The Abramovic Method: la mia personale recensione

Pubblicato il 13 Maggio 2012

Ieri ho avuto l'occasione di partecipare al nuovo lavoro di Marina Abramovich, "The Abramovich Method" come partecipante ativo alla parformance. La performance dura complessivamente circa 1,5 ore ed è divisa in 3 momenti che rappresentano le 3 principali posizioni del corpo umano:

- in piedi, in una strutura di rame che regge un magnete, proprio sopra la testa dei partecipanti;

- sdraiati, su un tavolo di legno, con un cuscino, e una pietra sotto di esso (ametista mi sembra);

- seduti, su una sedia di legno arricchita con dristalli di quarzo.

Introduzione

La performance ha inizio in una stanza con 21 sedie sdraio divise in 3 file (ossia i 3 gruppi in cui i partecipanti vengono divisi) dove altrettanti partecipanti vengono guidati; ogni partecipante lascia i propri oggetti personali e le scarpe (se desidera fare l'esperienza a piedi nudi) in un apposito armadietto ed indossa un camice bianco. In questa fase introduttiva viene mostrato ai partecipanti un video introduttivo in cui Marina Abramoch e le sue assistenti spiegano in cosa consisterà l'esperienza: ci saranno 3 momenti della durata di circa 30 minuti l'uno, durante i quali i partecipanti indossano cuffie che isolano dai rumori esterni e sono invitati a vivere l'esperienza ad occhi chiusi. Per ognuna delle 3 postazioni viene spiegato come ci si dovrà posizionare e che al termine del tempo a disposizione un'assistente verrà a toccare leggermente la spalla del partecipante per guidarlo allo step successivo.

Una volta terminata la spiegazione le due assistenti, indicano alle persone degli esercizi di respirazione e rilassamento per permettere ai partecipanti ad aprire i propri sensi e prepararsi psicologicamente alla performance, ad essere parte attiva dell'esperienza.

Una volta terminato il video i partecipanti vengono divisi in 3 gruppi e accompagnati ad una delle 3 postazioni.

L'esperienza

Una volta alzati dalle sedie a sdraio, abbiamo indossato le cuffie e seguito in fila indiana l'assistente assegnata al nostro gruppo, che ha iniziato l'esperienza nella postazione in piedi. 

La postazione in piedi inoltre aiuta a capire alcuni limiti legati proprio al fatto che diamo troppo peso a questi due sensi sottovalutando l'importanza degli altri, ad esempio rimanendo in piedi ad occhi chiusi, mi sono resa conto di quanto il mio equilibrio sia troppo legato al contatto visivo: ogni tanto ero costretta a riaprire gli occhi per trovare un nuovo punto di equilibrio infatti, perciò dovrò esercitarmi per essere più indipendente dagli occhi.

Il tempo è veramente volato e quando pensavo di avere appena iniziato, è arrivata l'assistente a toccarmi la spalla, così in fila indiana l'abbiamo seguita alla tappa successiva, il tavolo di legno, su cui occorre appoggiarsi facendo oscillare le gambe per sedersi prima di sdraiarsi lentamente. Nella posizione sdraiata c'è la possibilità di rilassare completamente gambe e schiena, nonostante la base del letto sia dura è facile trovare presto una posizione confortevole. Anche in questa postazione ho deciso di tenere gli occhi chiusi, anzi non dovendo pensare all'equilibrio è stato ancora più semplice e rilassante: concentrandomi di nuovo sul respiro e sui battiti del cuore sono entrata in uno stato di semiincoscienza interrotto solo dal tocco sulla spalla da parte dell'assistente.

L'ultima fase dell'esperiemnto er me è coincisa con la posizione seduta: due sedie sorrette da quarzi, una piccola e ad altezza normale su cui ci hanno chiesto di sederci tenendo le mani sul grembo. Questa posizione permette di rilassare completamente braccia spalle e collo, però secondo me è stata la fase meno interessante dell'esperimento, anche se penso che dipenda dal fatto che era l'ultima tappa del mio percorso, forse se l'avessi fatta per prima l'avrei apprezzata di più. 

Al termine della terza fase siamo stati riaccompagnati ale sdraio iniziali dove ci è stato chiesto di scrivere le nostre impressioni e ci è stato consegnato un diploma di partecipazione alla performance.

Le mie considerazioni

Ero molto scettica all'inizio, ma una volta posizionata ad occhi chiusi ho cominciato davvero a capire in cosa consisteva l'esperienza: avere la possibilità di stare fermi con occhi chiusi e senza sentire i rumori esterni permette di imparare ad esser più consapevoli di altri sensi del nostro corpo messi in secondo piano proprio da vista ed udito nella vita di tutti i giorni. E' possibile concentrasi sul proprio respiro, sul battito del cuore e svuotare completamente la mente: è un'esperienza di relax totale e di riappacificamento con il proprio corpo che nella vità di tutti i giorni è molto bloccato a causa di continue corse, fonti di stress come la necessità di respirare tenendo la pancia piatta ecc.

E' stato molto particolare sentirsi patre di un'opera, con le persone che posizionate davanti e sulla balconata di fronte per studiare il nostro comportamento durante l'esperienza. Però secondo me è un'esperienza da vivere come esperienza, venire semplicemente ad osservare altre persone che partecipano secondo me lascia poche emozioni, se prima non si è vissuta l'esperienza in prima persona quantomeno.

The Abramovich Method sarà a Milano fino al 10 Giugno, secondo me è un'esperienza che vale la pena fare.

Come prenotare

Per prenotare potete visitare il sito http://theabramovicmethod.it/it/

Turni delle performance:

- martedì, mercoledì e sabato: 4 turni,ore 10:00/ 12:30/ 15:00/ 17:30
- giovedì, venerdì e domenica: 5 turni, ore 10:00/ 12:30/ 15:00/ 17:30/ 20:00

Partecipare alla performance ha un costo di 13,5 euro

Scritto da macosanepensi

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