Padiglione Italia: il padiglione che rappresenta la nostra nazione all'Expo2015 (?)

Pubblicato il 3 Ottobre 2015

Oggi ho deciso di parlarvi di Padiglione Italia, il padiglione che rappresenta la nostra nazione all'Expo 2015. Erroneamente quando si parla di Padiglione Italia, tanti lo associano al solo Palazzo, ma in realtà il padiglione è composta anche dall'intero cardo e dall'Albero della Vita.

Il padiglione Italia é stato concepito con il concept del "Vivaio Italia", uno spazio protetto che aiuta i progetti e i talenti a germogliare, offrendo loro un terreno fertile in grado di dare visibilità e accoglienza alle energie giovani che operano nel Paese. Con quest'ottica sono stati allestiti ad esempio alcuni degli spazi a rotazione delle regioni, tra cui l'Umbria che presentava la stampa in 3d o la puglia con la sua metafora della luce e il progetto per meglio redistribuire i cibi prossimi alla scadenza evitando quindi sprechi. Nell'ottica del Vivaio c'è anche la sezione "La Potenza del Limite" all'interno del palazzo, di cui vi parlerò più avanti.

Su tutto il Padiglione, spesso si legge la frase "Orgoglio Italiano", la scelta di questo slogan coincide con il desiderio di dare risalto al contributo straordinario che l'Italia ha dato e darà a questa esposizione universale; rappresenta l'impegno a prendere coscienza delle sfide che il Paese deve affrontare oggi, con uno sguardo positivo verso il domani.

L'obiettivo di tutto il padiglione è quello di porre delle domande e soprattutto aiutare i visitatore a trovare delle risposte. Padiglione Italia è stato concepito come un grande vivaio, il terreno dove germogliano e crescono i semi del futuro, semi che l'Italia offre al mondo intero come contributo sul tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.

Palazzo Italia

Palazzo Italia

PALAZZO ITALIA

L'architettura

A differenza di tutti i padiglioni che compongono Expo si tratta di un vero e proprio palazzo che infatti non verrà smontato al termine dell'esposizione. Il progetto architettonico é stato aggiudicato alla società Nemesi, il cui fondatore ha definito in questo modo il progetto: "Abbiamo immaginato un’architettura che rappresentasse l’idea dello stare insieme e la capacità di riconoscersi in quanto comunità attraverso una struttura innovativa, contemporanea, che tenesse conto della grande tradizione dell’architettura italiana. Palazzo Italia cerca una spazialità complessa, ricca, che fa del dialogo delle parti un elemento fondante".

Il concept di Palazzo Italia si ispira ad una “foresta urbana”; l'involucro che avvolge il palazzo è na sorta di pelle ramificata, le cui linee permettono di realizzare giochi di luci ed ombre che tramutano Palazzo Italia in una vera e propria opera d'arte.  

Per l’architettura di Palazzo Italia lo studio architettonico Nemesi è partito dall’idea di coesione, ossia una forza di attrazione che genera un senso di comunità e di appartenenza (concetto difficile da vivere a volte nei contesti urbani). L’energia della comunità è rappresentata dalla piazza internache riunisce attorno a sé  i quattro volumi che danno forma a Palazzo Italia. I quattro blocchi ospitano rispettivamente: la zona Espositiva (Blocco Ovest), la zona Auditorium-Eventi (Blocco Sud), la zona Uffici di Rappresentanza (Blocco Nord) e la zona Sale Conferenze-Meeting (Blocco Est).  I volumi architettonici, i rami di cui parlavo prima, rappresentano dei grandi alberi con radici che affondano nel terreno. Il visitatore posizionato nella grande piazza centrale  vedrà davanti a sè superfici inclinate e curve che danno fluidità e dinamismo alle volumetrie architettoniche disegnando uno spazio suggestivo.

La il palazzo non è soltanto bellezza architettonica, è stato infatti costruito secondo un’ottica sostenibile e concepito come edificio a energia quasi zero grazie anche alle proprietà fotocatalitiche del nuovo cemento per l’involucro esterno. A contatto con la luce del sole, il principio presente nel materiale consente di “catturare” alcuni inquinanti presenti nell’aria trasformandoli in sali inerti e contribuendo così a liberare l’atmosfera dallo smog.

Il percorso espositivo

La visita al palazzo Italia, pare sia tra le più ambite in expo,in effetti nei mesi di agosto e settembre sono stati toccati anche picchi di code di 4 ore che percorrevano tutto il cardo fino ad arrivare in Piazza Italia. Sicuramente é un successo in termini di numero visitatori, eppure divide, a molti è piaciuto ma tanti altri lo criticano, di sicuro non lascia indifferenti (per questo ho messo un punto di domanda tra parentesi nel titolo). Proveró a raccontarvi la mia esperienza, ma ve lo dico subito: io ci sono tornata molto volentieri per 2 volte dopo la prima visita. Il percorso è stato concepito per accogliere ed immergere il visitatore in un percorso alla scoperta dell'Identità Italiana.

La visita inizia al primo piano, con la sezione "la potenza del saper fare" dove è presente un'installazione multimediale con alcuni manichini bianchi, animati dalla proiezione di alcune persone su di loro, ogni persona racconta una storia differente. 

Si tratta di 22 imprenditori, uno per ogni regione (ci son sia Trentino che Alto Adige, oltre a Roma Capitale), che raccontano come hanno avviato la loro attività nel rispetto della tradizione italiana: c'è chi racconta di come lavora il pane con lentezza, chi coltiva l'oliveto ecc....... C'è anche chi ha ideato in'app per imparare a dividere i rifiuti.  Ogni storia dura circa un minuto.

Nella parte opposta all'installazione sono presenti le statuine che rappresentano gli imprenditori dell'installazione multimediale, per chi non ha tempo di ascoltare tutte le voci natranti, è possibile leggere un trafiletto sotto ogni statuina.

Dopo questa stanza si sale al secondo piano, dove il visitatore attraversa una stanza scura, la cosiddetta “distress chamber” con luci intermittenti e suoni fastidiosi, per poi trovarsi di fronte ad una parete con 22 schermi che mostrano spezzoni di telegiornali relativi ad emergenze ambientali. La stanza e i monitori sottopongono i visitatori ad uno stress emotivo e li spingono a riflettere sullo stato del nostro pianeta e sulle conseguenze delle nostre azioni. 

Parallelamente a quanto accade anche in altri padiglioni (come ad esempio a Padiglione Zero), dopo questa scossa emotiva che ha lo scopo di farci riflettere il percorso prosegue nella sezione "La Potenza della Bellezza" in cui è possibile letteralmenet immergersi nelle meraviglie del nostro paese: paesaggi, architettura e arte. Si tratta della stanza degli specchi che grazie ad effetti di rilesso e di sovrapposizioni caleidoscopiche ci permette di vedere le bellezze dell'Italia attraverso occhi nuovi. Personalmente ho molto amato la parte delle architetture, e la profondià degli infiniti riflessi di alcuni monumenti unico come ad esempio Palazzo Ducale a Venezia o il Palazzo dei Consoli di Gubbio. Sarei rimasta per ore a vedere gli infiniti riflessi di Castel del Monte, PIazza Montecitorio ecc. Inevitabilemnet é anche una delle sezioni più twittate e pubblicate su instagram grazie all'hashtag #lapotenzadellabellezza

Castel del Monte a Palazzo Italia

Castel del Monte a Palazzo Italia

In Italia però si lavora anche tanto per mantenere le nostre bellezze, e per dimostrare questo una volta usciti dalle tre sale degli specchi ci si trova di fronte ad un'installazione che mette a confronto due contrasti: un video racconta il crollo della basilica di San Francesco di Assisi il giorno del terremoto del 1997 e la sua rinascita grazie ad un intervento di recupero. Per rafforzare la riflessione sull'importanza del mantenimento del nostro patrimonio artistico, sono stati messi dei calcinacci e cocci per terra.

Eppure le riflessioni non finiscono qui, l'installazione successiva mostra una cartina del Mar Mediterraneo in cui manca un dettaglio geografico: manca l'Italia! Questo escamotage visivo è uno spunto per invitare a riflettere sull'impatto e sull'importanza dell'Italia nel sapere e nella cultura dei paesi del Mediterraneo e, probabilmente, del mondo intero.

Il secondo piano termina con un percorso sensoriale facoltativo, il Dialogo nel Buio, di cui vi ho già raccontato in un altro articolo

Il terzo piano inizia con una sala caratterizzata da una riproduzione dell'Albero della Vita, circondato da 22 installazioni: ci troviamo nella sezione "La Potenza del limite" in cui possiamo vedere come apparenti limiti sono stati trasformati con creatività in nuove opportunità da 22 imprenditori, uno per ogni regione, più Roma capitale e le provincia autonome del Trenino e dell'Alto Adige. E così vediamo persone che coltivano funghi sfruttando fondi di caffè (tecnica vista anche in Belgio), che costruiscono orti subaquei oppure creano tessuti dalle arance. Ogni installazione è corredata da un video che spiega le varie innovazioni presentate a Padiglione Italia. Dopo la bellezza raccontata al piano inferiore viene raccontata quindi la creatività e la possibilità di un futuro raccontato come superamento del limite, con consapevolezza dell'importanza di vedere i limiti come opportunità da sfruttare per migliorare la vita sul nostro pianeta. Il futuro è inoltre ben rappresentato anche dalla parete di schermi successiva: se al secondo piano abbiamo visto i disastri che ha compiuto l'uomo, qui vediamo il futuro, rappresentato ovviamente da video di bambini. La sezione prende il nome di "la potenza del futuro".

Infine non poteva mancare una sezione interamente dedicata alla "biodiversità italiana", un vivaio che ha la forma dell'Italia in cui è rappresentate una pianta caratteristica per ognuna delle Regioni Italiane, per raccontare la biodiversità del paesaggio italiano.

A questo piano è anche presente un’aula scuola, con laboratori educativi per le scuole.

Infine al terzo piano è possibile firmare la Carta di Milano, il vero e proprio testamento di Expo 2015, un impegno concreto per vivere veramente il tema dell'esposizione  “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.

 

IL CARDO

Il Cardo è la strada che percorre tutto il Padiglione Italia ed è perpendicolare al decumano. In questo spazio nel semestre sono state ospitate a rotazione le regioni, ognuna delle quali ha presentato contenuti in linea con il tema dell'esposizione universale e coerenti con il concept di Padiglione Italia focalizzandosi in particolar modo sul patto uomo-cibo-territorio.

Ma non ci sono solo le Regioni sul cardo, il visitatore è accompagnato alla scoperta, attraverso installazioni, storie ed assaggi, dell'eccellenza della produzione italiana agroalimentare, come ad esempio nei padiglioni Granarolo e Coldiretti, che personalmente consiglio di visitare.

 

L'ALBERO DELLA VITA

Infine non si può non parlare dell'ultimo elemento che compone il Padiglione Italia: l'Albero della Vita. Le origini dell'albero della vita sono da ricercare nella nostra storia artistica: l'idea dell'albero è venuta a Marco Balich visitando il Duomo di Otranto ed ammirandone il mosaico, inoltre la forma delle fronte è ispirata al pavimento del Campidoglio di Michelangelo. L'albero misura 37 metri di altezza e ha una circonferenza di 45 metri, è una macchina scenica che incanta ogni giorno i visitatori con fontane, musica, luci, colori, proiezioni e spettacoli pirotecnici. Gli spettacoli serali sono accompagnati dalla suite "Tree of Life" composta appositamente da Roberto Cacciapaglia.

 

CONCLUSIONI

A me il padiglione Italia è piaciuto molto, nella sua interezza. Ho trovato il percorso completo e in linea con il tema. In particolar modo il Palazzo Italia e l'Albero li ho trovati maestosi e assolutamente in linea con lo spirito "Orgoglio Italia"

Padiglione Italia: il padiglione che rappresenta la nostra nazione all'Expo2015 (?)
Repost 0
Commenta il post