Giappone, il famigerato padiglione della super coda

Pubblicato il 19 Ottobre 2015

Il padiglione giapponese visto da fuori
Il padiglione giapponese visto da fuori

Il padiglione giapponese visto da fuori

A maggio, giugno e luglio c'erano pochi visitatori in Expo, rispetto a quelli che la stanno visitando a partire da ferragosto, però fin da subito ha cominciato a spargersi una voce: a quanto pareva il padiglione del giappone era uno dei più belli in assoluto. Da subito hanno cominciato a formarsi code che a maggio sembravano lunghe, c'è chi narra di essere rimasa in coda ben.... 40-60 minuti che sembravano un'enormità... e pensare che a inizio ottobre sono state registrate anche 9 ore di coda, ma questa è un'altra storia, Oggi vorrei raccontarvi cosa ho provato quando ho visitato il Giappone e aiutare chi per vari motivi non potrà visitarlo a viverlo attraverso le mie parole (e attraverso in video che riporto in fondo all'articolo).

Il tema su cui il Giappone ha sviluppato il proprio padiglione è "Diversità armoniosa", un percorso attraverso i colori e i sapori dei cibi della cultura giapponese, come mezzo per raccontare il loro impegno per una vita sana, nel rispetto dell'ecologia del nostro pianeta. Ma prima di raccontarvi come è il padiglione vorrei riportarvi la storia del logo, che ho scoperto dopo la mia visita e ho trovato interessante. Riporto dal sito del padiglione Giappone:

 

"Il nostro logo è una rappresentazione di bastoncini (chopsticks). Esso comunica lo spirito di espressioni quali itadakimasu (formula di gratitudine prima d’iniziare il pasto), gochisosama (formula di ringraziamento dopo il pasto), mottainai (formula d’invito a non sprecare qui rappresentata a forma di bastoncini che possono raccogliere qualsiasi cosa, piccola o grande). Il modo in cui sono disposti esprime osusowake (senso di condivisione) ma comunica altresì il significato di unione di tutti nel mondo all’insegna del piacere dato dal cibo. La loro forma, via via più sottile verso le estremità, ricorda l’iwaibashi, un tipo di bastoncino unico del Giappone usato in occasioni di festa. Simboleggianti la “E” di Expo, la loro elegante curvatura richiama la sensibilità estetica giapponese, una composizione grafica variabile, a seconda della loro disposizione, per comunicare con semplicità lo spirito giapponese ai suoi limiti più estremi." (testo citato da https://www.expo2015.jp/it/about/symbolmark/)

 

Come potete leggere già l'esperienza del visitatore parte da un presupposto: il desiderio di guidare il visitatore in una vera e propra immersione nella cultura giapponese, soprattutto al suo senso dell'estetica che li porta a curare alche il minimo dettaglio, come il logo (non a caso anche il timbro giapponese è uno dei pochissimi ad essere bicolor). Davanti al padiglione sono presenti 50 botti di Sakè che rappresentano le 47 prefetture in cui è diviso il Giappone, il Giappone stesso, il padiglione del Giappone ed Expo 2015 Milano; ogni prefettura è stata rappresentata con eventi dedicati ai suoi cibi tradizionali, all'artigianato ed alla natura in questi 6 mesi di expo). La diversità armoniosa di cui parla il Giappone ha quindi inizio già da questa installazione esterna.

Il messaggio del padiglione giapponese volte al nutrimento per il pianeta ha inizio già dalla scelta del materiale per cotruire l'involucro esterno: il legno il cui utilizzo efficace è sinonimo di preservazione delle foreste, che rappresentano il 70% della superficie del paese, e quindi la chiave del consumo del legno sostenibile. La foresta è vista infatti come elemento chiave nel sistema di riclclo di risorse naturali e come legame tra uomo e natura:

Il riciclo è alla base della sostenibilità: se si producono soltanto rifiuti senza riclicare viene meno l'equilibrio tra uomo e natura a discapito del nostro pianeta e della vita su di esso. L'involucro esterno del padiglione è una griglia tridimensionale di legno che rapresneta un mix tra tecniche costruttive sia tradizionali che permettono alla costruizione di essere costruita in legno ma con criteri antisismici, sia tecnologicamente avanzate, dato che la struttura dona ai visitatori confort in termini di temperature e aria respirabili con un basso impatto sull'ambiente.

L'ingresso è sul lato sinistro del padiglione (la coda gira in senso antiorario e arriva alle volte sul lato destro del padiglione), mentre dietro ai barili di sakè c'è ingresso del ristorante e dell'area spettacoli. Il percorso è molto orientato all'edutainment, ossia ad educare il visitatore tramite strumenti tecnologici come ad esempio installazioni multimediali, che in seguito vi spiegherò; si pone quindi all'estremo oposto rispetto ad un approccio prettamente didatico, come ad esempio a Slow Food.

Alcune immagini degli interni del padiglione
Alcune immagini degli interni del padiglione
Alcune immagini degli interni del padiglione

Alcune immagini degli interni del padiglione

L'esposizione è suddivisa in 9 ambienti (capitoli della storia) distribuiti sui due piani del padiglione:

Il viaggio attraverso l'Armoniosa diversità ha inizio nella sezione Prologo dove il visitatore si ritrova in una stanza con diversi schermi che sembrano rappresentare delle stampe giapponesi astratte agli occhi di una persona che non conosce la cultura giapponese (ho scoperto in un secondo momento che rappresentavano le quattro stagioni). Nello schemo al centro viene raccontata la storia della convienza tra uomo e natura (aloi) attraverso alcune metafore come ad esempio quella del pesciolino rosso (la natura) che viene cacciato dal suo habitat da macchie nere (il degrado ambientale creato dall'uomo), luci ed ombre che convivono in contrasto tra loro quindi.

Proseguendo si arriva al capitolo armonia dove il visitatore si trova in un ambiente onirico, in mezzo ad un grandissimo campo di riso giapponese, uno spazio amplificato dalla sinergia tra le proiezioni su muro e su delle specie di piatti ad altezza bacino e dall'utilizzo di specchi. In questa sala possiamo vedere l'evoluzione dei campi di riso attraverso le quattro stagioni le risaie sono molto importanti per l'ecosistema e la biodiversità giapponese, poichè trattenendo al loro interno molta acqua difendono la vegetazioni da altri fenomeni naturali come la siccità e le alluvioni. La sala è suggestiva perchè soprattutto grazie ai supporti che ho chiamato piatti che vengono spostati dal passaggio dei visitatori si crea l'illusione che il paesaggio prenda davvero vita intorno allo spettatore, come se davvero camminassimo in una risaia.

Usciti dalla stanza dedicata all'armonia, si accede ad un lungo corridoio in cui vengono proposte foto di paesaggi e di feste locali, fiori suoni e profumi il cui obiettivo è rapresentare le diversità nelle quattro stagioni. Dal corridoio si accede poi alla stanza della diversità, dominata da una grande cascata digitale, la cascata della diversità da cui "scendono" immagini di coltivazioni e alimenti diversi, per evidenziare i vari tipi di agricoltura e di alimenatzione che caratterizzano il Giappone. E' possibile interagire con la cascata se si ha l'app del padiglione scaricata sul proprio smartphone o tablet: è infatti possibile catturare le immagini per visualizzare approfondimenti sul proprio dispositivo (anche in un momento successivo alla visita).

Uscendo dalla stanza la cascata della diversità, si entra in un ambiente dedicato alla tradizione: qui sono presenti su una parete delle vetrine contenenti riproduzione cibi tipici della cultura culinaria giapponese mentre sull'altro lato è possibile consultare dei pannelli che spiegano alcune conoscenze o tecniche relative all'alimentazione giapponese. 

Dopo questo percorso introduttivo nella tradizione giapponese, arriva la sezione dedicata all'innovazione, il cui obiettivo è coinvolgere il visitatore tramite 4 installazioni interattive a forma di Globo che illustrano come il Giappone pensa di dare una risposta a questi problemi alimentari:

  • Esplosione demografica e crisi produzione alimentare
  • Squilibri alimentari (fame nel mondo vs sovrappeso)
  • Cambiamenti climatici
  • Distribuzione iniqua risorse alimentari

Prima di salire al piano superiore c'è un ultimo abiente che evidenzia l'armonia tra gli alimenti e il design di stoviglie e arredamento che non sono solo un contorno al momento della convivialità del cibo, ma un vero e proprio elemento portante della cultura nipponica. A differenza dei precedenti ambienti, in questo sono stata invitata quasi subito ad avviarmi alle scale, non ho quindi avuto modo di trattenermi a leggere gli approfondimenti relativi a questa sezione.

Il piano superiore è dedicato ad un atrio dove i visitatori sostano in attesa dello spettacolo nel teatro ed al teatro stesso. Nell'atrio il padiglione mette in mostra alcune delle bellezze turistiche, culturali e folckloristiche del Giappone, è un invito a proseguire il percorso intrapreso visitando il paese.

Il percorso si chiude infine nell'anfiteatro, dove uno spettacolo dal vivo intitolato "il ristorante del futuro" ha l'obiettivo di coinvolgere attivamente i visitatori, che sono comodamente seduti a diversi tavoli, disposti in cerchi intorno ad un palco centrale. Ogni seduta ha uno schermo touch con cui il visitatore potrà interagire scegliendo la stagione che preferisce e le pietanze da consumare virtualmente; inoltre capirà come il cibo viene vissuto in Giappone e imparerà il significato della parola "wa", ossia il piacere di sedersi a tavola insieme.

Al termine dello spettacolo, uscendo si accede al ristorante, dove spesso è possibile partecipare a degustazioni o esibizioni. Ricordate che è possibile accedere a quest'area direttamente dall'ingresso di fronte al padiglione, senza bisogno di fare nessuna coda.

Alcune immagini degli interni del padiglione
Alcune immagini degli interni del padiglione
Alcune immagini degli interni del padiglione

Alcune immagini degli interni del padiglione

E ora vi dirò cosa penso del padiglione. E' molto basato sull'emotività e sul coinvolgimento dello spettatore, ma secondo me presuppone un minimo di conoscenza della cultura giapponese per essere realmente apprezzato. Io personalmente sono uscita dal padiglione pensando che a livello scenografico fosse veramente bello e particolare, ma se devo dire cosa mi abbia colpito particolarmente faccio onestamente fatica a rispondere. Le rappresentazioni multimediali sono belle, la sezione dedicata all'armonia mi  ha sicuramente trasmesso un senso di bellezza, ma ero più affascinata dallla tecnologia, dal modo in cui avevo l'impressione che i campi si muovessero al mio passaggio che non al significato stesso. Per scrivere questo articolo mi sono invece documentata online cercando informazioni aggiuntive rispetto ai miei ricordi e alle mie foto, devo ammettere che la lettura del sito ufficiale è stata molto completa e interessante e mi ha aiutata a capire dei passaggi che non mi erano stati chiari durante la visita. Come detto è un padiglione più sensoriale che didattico, personalmente avrei preferito che si dedicasse qualche minimo pannello di spiegazione in più per aiutare il visitatore, oltre alle minime descrizioni date dagli addetti al padilione.

Il fatto che oltre ad essere un percorso obbligato sia a tempo predeterminato non aiuta molto la visita secondo me, ci sono alcune sezioni in cui se avessi potuto sarei rimasta volentieri anche più tempo. Mi rendo però conto che proprio il fatto che la visita sia un percorso guidato obbligatorio di 50 minuti sia proprio uno dei fattori che contribuiscono alle lunghe code. A proposito di code, vale la pena stare 8-9 ore in coda per vedere questo padiglione? Onestamente nessun padiglione merita un'attesa così lunga per quanto possa piacere, però se proprio siete appassionati di cultura giapponese e non potete non vederlo vi consiglio di armarvi di seggiolino pieghevole per non stare ore in piedi in attesa, richiereste solo di stancarvi troppo, arrivare distrutti all'entrata del padiglione e rovinarvi la visita in partenza.

Sicuramente è un bel padiglione, ma onestamente ce ne sono tanti altri che mi sono piaciuti molto di più, per me non è nemmeno nei primi 10. Però non mi dispiacerebbe avere l'occasione di rivisitarlo oggi, con nuovi occhi e nuove conoscenze per poterlo giudicare nuovamente.

Per finire vi lascio a 2 video selezionati dal gruppo Expo 2015 Milano - Consigli per gli utenti.

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