Save the children: diventiamo per un giorno un bambino salvato da loro

Pubblicato il 7 Settembre 2015

Save the children: diventiamo per un giorno un bambino salvato da loro

Save The Children è un padiglione che potete vedere sul decumano Ovest, è uno dei primi che incontrano i visitatori che accedono ad Expo arrivando in metropolitana o in treno, è ben visibile e facilmente accessibile dal decumano, eppure è un padiglione dove non ho mai trovato coda, nemmeno nelle giornate di maggior afflusso registrate nel mese di agosto (ho avuto la "fortuna" di essere lì entrambe le volte). 

Un po' per curiositá, un po' perchè avevo letto su facebook molti pareri favorevoli, ho deciso di visitarlo a mia volta. Uno dei vantaggi di non avere tante persone che affollano il padiglione è quello di poter avere a disposizione la visita guidata, in cui viene spiegato con che logica è stato strutturato il padiglione. La visita inizia accedendo ad uno schermo in cui vengono chieste al visitatore alcune info di base: nome età e nazionalità (il numero di telefono può non essere messo). In base alle info fornite, sul monitor compare il nome del bambino che dovremo impersonare, nel mio caso Sarita, una bambina Nepalese di 3 mesi. In base al nome indicato occorre prendere il relativo braccialetto con il nome (simile a quelli che indossano i neonati in ospedale) e indossarlo. I bambini tra cui si può scegliere sono in totale 6 (e sono tutti bambini realmente aiutati d aSave The Children).

Save the children: diventiamo per un giorno un bambino salvato da loro

Il padiglione è suddiviso in 3 parti:

  • nutrizione; in questa sezione sono mostrate alcune attività svolte per sensibilizzare sulla corretta alimentazione: alle donne viene insegnato come cucinare e come coltivare l'orto rimparando a riconoscere le componenti nutritive dei prodotti coltivati. Nella parte esterna del padiglione c'è un esempio di orto con le etichette che distinguono tra sali minerali e vitamine ad esempio; la guida ha spiegato che le piante coltivate ovviamente cambiano da zona a zona. Inoltre sempre per quanto riguarda la nutrizione c'è una forte sensibilizzazione per l'allattamento al seno, e le donne vengono abituate a portarsi i bambini ovunque avvolti in una fascia per permettere loro di lavorare mentre allattano i figli.
  • malnutrizione; in questa sezione vengono mostrati gli strumenti a disposizione per verificare se un bambino è malnutrito (tipicamente la bilancia o un braccialetto per misurare il polso) e alcuni esempi di oggetti per aiutare i bambini a non esserlo più (barrette che possono sfamare babini malnutriti per un girono e che se assunte per un mese possono farli uscrire dallo stato di malnutrizione. Personalmente mi ha molto colpito vedere il braccialetto con cui viene misurato il polso dei bambini per capire se sono malnutriti, soprattutto pensando a quanto arriva ad essere stretto in alcuni casi vedendo le tacche del bracciale.
  • emergenze; in questa area vengono mostrati alcuni esempi di soluzioni per aiutare i bambini nei momenti in cui accadono disastri, ad esempio c'è un modello in scala 1:1 di un'abitazione modulare costituita da una struttura metallica (fornita da un'azienda Italiana) che può essere riempita utilizzando i materiali trovati nel luogo in cui deve essere adibita, riducendo quindi i costi di realizzazione. Il tetto in metallo viene inoltre ricoperto di terra per aumenater l'effetto isalante e può essere utilizzato per coltivare un orto, in grado di aiutare le famiglie che ci abitano a sostentarsi. Questa soluzione è ottima per aiutare famiglie che impiegano anche anni prima di riavere una casa in seguito ad esempio ad un terremoto. 

Al termine della spiegazione delle 3 sezioni si arriva di fronte ad un gioco a caselle, uno per ognuno dei bambini della simulazione. In questo gioco il visitatore è messo di fronte a dei quesiti e può cambiare il destino del bambino prescelto.

Al termine del percorso c'è una ruota in cui si può vedere un video che mostra come save the children ha aiutato concretamente il bambino che abbiamo impersonato.

Mi sento di consigliare a tutti la visita di questo padiglione, proprio perchè aiuta a sensibilizzare sulla tematica della necessità di ridurre il disavanzo tra gli sprechi alimentari (avete presente ad esempio i comuli di spazzatura nel padizione Zero?) e gli effetti di una cattiva nustrizione o della malnutrizione nei paesi più poveri. Il messaggio è importante, quanti di noi si sono mai messi veramente nei panni di uno di questi bambini? La verità è che siamo a volte talmente abituati ad alcuni comportamenti nella nostra società, che non riusciamo a immedesimarci nelle tante difficoltà che affrontano fin da piccoli questi bambini. 

Scritto da macosanepensi

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